• Mer. Ott 21st, 2020

    Le viti: quando i chiodi non bastano

    Diadmin

    Ott 13, 2012

    Ma voi ce l’avete, un amico patito per il bricolage? Ce l’abbiamo quasi tutti: è quella persona che, quando iniziamo a lamentarci per un qualche lavoretto di riparazione da fare in casa – un’antina che non chiude bene, uno zoccolino che si è staccato, una mensola da fissare – si entusiasma subito e si offre di venire ad occuparsene, per poi arrivare con un sorriso sulle labbra e un grande assortimento di attrezzi nella borsa e alla cintura.

    Ma per chi di noi non ha questa passione, purtroppo, le cose non smettono di guastarsi: e fosse anche davvero solo per quel mobiletto che non si chiude come si deve, tutti avremo dovuto prendere in mano un cacciavite, cercare la vite giusta…

    … già: ma una vite è davvero una cosa tanto banale? Anche senza appassionarcene come l’amico di cui parlavamo, dobbiamo riconoscere che le viti non sono solamente necessarie, ma sono anche numerosissime e diverse fra loro: un autentico mondo di pezzi speciali, tutti con apposite funzioni e applicazioni, che solo a prima vista sembrano identici. E per orientarci un po’ in questo labirinto abbiamo chiesto di farci da guida a IPL, un produttore italiano di viteria speciale e industriale.

    La prima e più semplice delle classificazioni delle viti è quella in base al materiale. Noi sicuramente abbiamo avuto a che fare con le più comuni, che sono fatte ovviamente d’acciaio: ma proprio in quanto generiche, queste viti non sono adatte a lavori specifici o in ambienti particolari. Dobbiamo lavorare in una zona dove ci sono forti rischi di corrosione, ad esempio? Non serve andare lontano: basta pensare ad un mobiletto sul terrazzo, esposto sempre all’umidità. Ecco che in questi casi la vite d’acciaio non è più ideale, e il nostro amico esperto di bricolage ci suggerirà una vite in ottone, oppure in rame o nickel, o ancora in bronzo.

    Ma il materiale che conta non è solo quello di cui sono fatte le viti: è anche quello dei pezzi che dovranno fissare insieme, di qualsiasi natura essi siano. Prima parlavamo di antine, e sicuramente il caso più comune nelle nostre abitazioni è quello in cui ci servono delle viti da legno; tuttavia, non è certo lì che si esauriscono le possibilità. Se dobbiamo fissare del metallo, tanto per fare un esempio, avremo viti autofilettanti, che si scavano da sole una sede e non richiedono un pre-foro con il succhiello. Inoltre nella maggioranza dei casi ci troveremo di fronte a viti in acciaio duro – il metallo è ben più duro del legno, da forare! – che spesso saranno state sottoposte a trattamenti anticorrosione di zincatura o nichelatura, perché altrimenti la ruggine potrebbe espandersi anche sui pezzi fissati

    Certo, si potrebbe continuare a lungo. Classifichiamo in base alla testa della vite, e ne avremo a testa piatta, tonda, o svasata; in base al sistema di avvitatura, ne avremo a croce, a taglio, o a brugola; e se poi pensiamo alle applicazioni speciali, come le viti invisibili a doppia filettatura, o le viti da specchio costruite per essere arricchite con elementi di decorazione, ci renderemo conto che il nostro immaginario amico ha molto, molto materiale sul quale appassionarsi!