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    Le tecniche di cromatura dei metalli

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    Ago 5, 2012

    La cromatura è una lavorazione superficiale dei metalli, che viene effettuata con lo scopo preciso di proteggere la superficie di un oggetto composto di ferro o acciaio. Il motivo per cui l’elemento scelto per conferire tale protezione è il cromo consiste nella sua resistenza alla corrosione e all’abrasione, oltre alla sua caratteristica durezza.

    Esistono diverse procedure per conferire la cromatura ad una superficie metallica, a seconda del genere di lavoro da svolgere:

    – Procedimento Galvanico
    Capita spesso, nelle normali condizioni di lavoro di un attrezzo meccanico su una macchina, che un particolare in ferro o in acciaio subisca un’usura particolarmente intensa che ne consumi tanto la superficie da renderlo inadatto a esercitare la sua funzione. In questi casi particolari, si sceglie di fare una procedura di cromatura sia per preservare l’utensile da successivi danni, che per riportarne lo spessore al livello originario: la durezza del cromo garantisce la perfetta usabilità del pezzo dopo il trattamento. Uno dei casi in cui questo accade più di frequente è quello dell’industria laterizia, dove le parti mobili degli stampi per l’estrusione dell’argilla, costantemente esposte a sfregamento con l’impasto di terra ad alte pressioni, subiscono usure pesanti e debbono essere ripristinate.

    – Processo tradizionaleLa cromatura di tipo tradizionale è un processo composto da una serie di diversi bagni in soluzioni diverse, nelle quali i pezzi da cromare vengono immersi successivamente. I primi di questi bagni hanno lo scopo di sgrassare e di pulire I pezzi; solitamente, per tale funzione si sceglie una soluzione elettrolitica di acido cloridrico o di soda caustica, a cui si fa seguire una serie di lavaggi. Quindi, i pezzi sono immersi in una soluzione elettrolitica di nichel, nella quale sostano a lungo per creare un primo rivestimento di questo metallo, che ha lo scopo di uniformare la superficie del manufatto a livello microscopico per facilitare la successiva adesione del cromo, dopodiché vengono nuovamente lavati.Come tappa finale del procedimento, si sottopone la batteria di pezzi da cromare ad un bagno definitivo, appunto in soluzione elettrolitica di cromo. Per molto tempo, a questo scopo si è utilizzato in via quasi esclusiva il cromo esavalente, laddove ora, per motivi ecologici, si usa sempre più spesso il cromo trivalente, che pare infligga meno danni all’ecosistema.Nel caso si desideri produrre il tipo di cromatura detto “opaco”, sempre in questa fase terminale si aggiunge alla serie un bagno in oli particolari, I quali ricoprono uniformemente di microbolle l’intera superficie dei pezzi, risultando quindi in una superficie non lucida ma satinata. Si tratta di una metodologia di lavoro molto applicata, per esempio, nella produzione di arredamenti.

    – Cromatura “flash”

    La differenza che caratterizza questo tipo di processo è che esso permette di applicare strati sottilissimi di cromo (di spessore compreso fra gli 0.003 e gli 0.007 mm) con estrema rapidità, e senza rettifica, il che permette di conseguire velocità di produzione intorno ai 300-400 pezzi l’ora, con lo svantaggio però di richiedere corrente molto più elevata rispetto alle altre tecniche. La sua applicazione principale si ha nella lavorazione di componenti molto piccoli, come le valvole di aspirazione dei motori. Riassumendo, la cromatura offre evidenti vantaggi nella protezione dalla corrosione e nell’aumento significativo della durezza, molto conveniente in campo meccanico; d’altro canto, il trattamento può far restare delle tensioni superficiali nello strato di cromo che finiscono con l’indebolire la robustezza generale del pezzo, e una copertura imperfetta, o che si rompe anche con una piccola crepa, porta una immediata e intensissima corrosione localizzata del ferro o dell’acciaio sottostanti – come accade spesso sui dettagli cromati delle automobili.)